blog di Francesco Luciani

L’asse Germania Cina

La Germania che domina in Europa ha creato un asse con la Cina. La Germania è il primo esportatore al mondo. La Germania al contempo è l’unica nazione in Europa che tramite degli accordi tra i governi cinese e tedesco riesce ad esportare in Cina più di quello che importa dalla Cina. Gran parte di quello che importa avviene tramite il suo porto di Amburgo, lo smercia in Europa massacrando le aziende italiane che producono prodotti simili a quelli cinesi, con qualità più alta, ma con prezzi decisamente più alti, causati da uno Yen cinese artificialmente svalutato. E quindi la Germania ci guadagna due volte: una volta esportando in Cina massicciamente macchinari sofisticati, automobili ad alto valore aggiunto, aerei, utensili e robot una seconda mettendo un guadagno sopra le merci Cinesi importate che poi ri-esporta immediatamente nel resto d’Europa. I prodotti importati dai tedeschi dalla Cina sono quasi sempre prodotti rivenduti tali e quali e soltanto rietichettati.

Alla Germania non interessa mettere i dazi ai prodotti cinesi poichè nel comprare e vendere ci guadagna, avendo un surplus commerciale con la Cina. Diversamente i paesi dell’Europa periferica come l’Italia, la Spagna, la Grecia ed altri, non avendo dei prodotti che possono interessare alla Cina, importano massicciamente i prodotti cinesi che vanno a concorrere pesantemente con le loro produzioni nazionali provocando la chiusura delle loro fabbriche, fallimenti, disoccupazione e la desertificazione industriale.

Per questo motivo andrebbero riviste tutte le norme doganali che regolano il commercio con la Cina e tutti gli altri stati canaglia dell’estremo oriente come Taiwan, Corea del sud, Vietnam.

Ma le lobby delle multinazionali europee, con sede a Bruxelles, vicino alla Commissione europea hanno un grande interesse a mantenere lo status quo ed impediscono qualsiasi cambiamento di questa situazione.

Quindi ribadisco, ho si rivedono tutte le norme UE per farle coincidere con i nostri interessi italiani o sarà decisamente meglio  uscire dalla UE.

Francesco Luciani

Ancona, giovedì 5 novembre 2020

 

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